Archeologia, tornano a Crotone cranio Caria e Cippo Faillo

LO SCORSO ANNO ERANO STATI TRASFERITI AL MUSEO DI REGGIO CALABRIA.

Crotone. Il cranio di Carìa, appartenente ad una sepoltura di età neolitica (3500-3000 a.C.), ed il cippo di Faillo, testimonianza della città greca di Kroton (480-470 a.C.), sono tornati a Crotone. I due reperti, lo scorso anno, erano stati trasferiti dalla città, dove si trovavano esposti, al Museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria. Il cranio di Carìa ha ripreso il proprio posto nelle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Crotone, che si trova nel centro storico della città mentre il cippo di Faillo è stato riportato nel Museo di Capo Colonna. Per quanto riguarda il cranio Carìa, è scritto in una nota del Polo museale della Calabria, “un’attenta operazione di verifica delle consistenze delle varie raccolte ha confermato l’appartenenza del reperto al museo crotonese. Esso fu donato dal marchese Armando Lucifero al museo locale (allora civico), il quale lo scoprì nel lontano 1899 nella località Carìa del comune di Girifalco (Catanzaro), per poi divenire di proprietà statale allorché le collezioni del Museo Civico passarono in blocco all’odierno Museo Archeologico Nazionale nel momento della sua istituzione nel 1968”. Il cippo di Faillo, invece, “in ragione della sua grande valenza identitaria per la città pitagorica, pur essendo legittimamente inventariato nei cataloghi del Museo Nazionale di Reggio Calabria – riporta la nota – verrà concesso in deposito temporaneo al Museo di Capo Colonna”. Il trasferimento da Crotone dei due reperti aveva suscitato critiche. “Ma, al di là degli aspetti burocratico-amministrativi, va precisato – fanno sapere dal Polo museale della Calabria – che le novità derivanti dal nuovo assetto interno al Ministero e che prevedono di fare del Museo Archeologico di Reggio Calabria il perno attorno al quale possa ruotare l’intero sistema dei musei calabresi, hanno reso il riallestimento del museo reggino un work in progress, cui è importante prendano parte tutti gli istituti museali presenti in regione. Proprio per questo, la logica del progetto scientifico di riallestimento presenta il Museo di Reggio come Museo delle Città della Magna Grecia, in linea con l’idea del primo Soprintendente, l’archeologo Paolo Orsi. Perciò si è previsto che ciascuna delle poleis della Calabria abbia una sua degna rappresentanza all’interno dell’esposizione e, soprattutto, che i pochi reperti allestiti nelle tre vetrine dedicate a Crotone siano rappresentativi della potenza crotoniate per una sede espositiva di richiamo internazionale, avendo quel museo grandi attrattori nei Bronzi di Riace”. Fonte RTV.

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